Controllo di gestione: determinante per raggiungere gli obiettivi?

Un business plan è necessario se si desidera raggiungere degli obiettivi. Con piccole tecniche sarà possibile ottenere un adeguato controllo di gestione

Qualsiasi tipologia d'impresa tra le priorità deve annoverare il controllo di gestione. Se quest'ultimo è impostato correttamente consente di elaborare tutte le informazioni utili e necessarie per pianificare delle strategie da intraprendere al fine di ottenere migliori utili.

Per raggiungere questi risultati occorre analizzare gli accadimenti gestionali anche dal punto di vista quantitativo, inserendoli in un'ottica finanziaria ed economica. Un metodo corretto di controllo gestionale è in grado di coordinare e rendere effettivamente operative le tecniche necessarie per rapportare la reportistica ambientale con quella sociale. Il business plan è lo strumento organizzativo principale che permette di pianificare l'estensione strategica.

Lo scopo principale è il conseguimento degli obiettivi aziendali attraverso interrelazione del sistema personale e del sistema incentivante. Dal punto di vista organizzativo la persona preposta è il controller. Le diverse fasi prevedono: un controllo antecedente, uno concomitante, uno susseguente.

Nella prima fase l'operazione di budgeting serve a rendere misurabile il target, attraverso la previsione delle risorse necessarie al conseguimento dell'obiettivo, in termini monetari. Il controllo concomitante permette di ottenere una misurazione periodica dei costi e dei risultati ottenuti e trasmette le informazioni ottenute ai vertici aziendali.

A chiudere il ciclo, il controllo susseguente  che si concretizza nella comunicazione ai centri di responsabilità con lo scopo di supportare il ciclo di budgeting, garantire gli elementi necessari per la valutazione di personale integrato con il controllo di gestione. Quest'ultimo è correlato con il sistema di contabilità analitica che permette di ripartire i costi tra i singoli obiettivi e i centri di responsabilità, e comunicare con il sistema informativo per sintetizzare le informazioni relative ai soggetti utilizzatori.

Se si seguono tutte le diverse fasi: esplicitazione degli obiettivi, rilevazione dei risultati, confronto per l'analisi degli scostamenti, correzione dei risultati si compie un’operazione fondamentale in grado di individuare ciò che non ha permesso di ottenere con esito positivo i risultati prefissati. I controlli vanno intesi come un passaggio fondamentale di verifica che serve alla sistemazione del piano iniziale perché durante la fase di attuazione posso sorgere sempre degli imprevisti che ne possono causare l'interruzione.

Quando si stabilisce il percorso, occorre sempre tener ben presente che qualcosa d'inaspettato può accadere e bisogna essere pronti a intervenire. Non sempre la metodologia studiata attraverso le teorie aziendali può rilevarsi calzante al singolo caso, quindi occorre scegliere una tecnica che vada nel tempo plasmandosi e adeguandosi all'azienda stessa. In questo modo gli obiettivi sono raggiunti con un risultato positivo e in tempi più rapidi. Se un'azienda riesce a mantenere inalterato il controllo di gestione, riuscirà sicuramente ad ottenere un utile più che soddisfacente a fine esercizio.

Rosaria Di Prata

27 Maggio 2009

Commenti

  1. Parole sante, in un contesto lavorativo dove spesso tutto è lasciato al caso. C'è anche da aggiungere che un eccessivo ingessamento potrebbe bloccare fasi di sviluppo.
    Mirko Calvi Giovedì 28 Maggio 2009, ore 09:46
  2. Mirko non credo che un'impresa moderna e votata all'efficienza possa venir meno a quanto scritto in questo articolo, anche se il rischio fosse quello che definisci "ingessamento".
    Fulvio Signorini Giovedì 28 Maggio 2009, ore 09:52
  3. Penso anch'io che il pericolo di "ingessamento" sia alquanto remoto, anche in ragione del fatto che nelle imprese italiane (oltre il 90% con meno di 10 dipendenti) si fa un uso rarissimo della contabilità analitica. Misurare costi e Qualità dei processi è il fondamento indispensabile per attuare ciò che è ottimamente richiamato nell'articolo.
    Enzo R. Giovedì 28 Maggio 2009, ore 12:14
  4. Il mio lavoro di consulente mi porta a girare in moltissime aziende ma credo che nessuno dei manager di queste abbia mai preso in considerazione quanto riportato in questo articolo. Per fare un esempio, collaboro con un azienda del settore informatico che spende migliaia di euro per non produrre nulla, il tutto perché nessuno si prende la briga di fermarsi e di programmare il lavoro in modo dinamico ed intelligente. I diagrammi di flusso??? E cosa sono??? La cosa che più mi fa rabbia (da ingegnere) è che i principali responsabili di tale inefficienza sono laureati (in ingegneria, nuovo ordinamento 3 2) e convinti di essere grandi scienziati!
    Domenico Di Nardo Giovedì 28 Maggio 2009, ore 14:15
  5. Vivo in un ambiente lavorativo dove i top manager sono terrorizzati al solo pensiero che siano introdotte delle regole nuove che possano rendere trasparente e misurabile la loro azione e soprattutto il prodotto delle loro attività. Quindi concrentrano i loro sforzi per ostacolare l'innovazione, mentre accettano - e spesso potenziano - regole ormai obsolete e di pura burocrazia che servono soltanto ad opacizzare il sistema. Essi asseriscono che vogliono essere liberi e non "ingessati". Purtroppo queste persone non capiscono che adesso sono "ingessati" sotto uno strato di inefficienza e che, se pure inizialmente dovrà esservi uno sforzo comune per la messa a punto di nuovi sistemi, soltanto l'organizzazione può renderli liberi.
    Moira M. Giovedì 4 Giugno 2009, ore 23:21

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