Mobile technology, e lo stress da lavoro va su

Con smartphone, tablet e laptop non si è più vincolati alla scrivania dell’ufficio ma lo stress è dietro l’angolo: il segreto è “dosarli” al meglio.

Con le nuove tecnologie mobile aumenta non solo il tempo dedicato al lavoro fuori orario, ma anche lo stress per i dipendenti e i professionisti che non riescono a staccarsi da smartphone, tablet e laptop. È quello che si evince dall'indagine annuale condotta da Kelly Services (Kelly Global Workforce Index) a livello internazionale e relativa al 2012.

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I dispositivi mirati a favorire il telelavoro e gli spostamenti dei lavoratori, non più necessariamente ancorati alla scrivania dell'ufficio, sono quindi armi a doppio taglio: secondo il sondaggio, infatti, il 49% degli intervistati (la ricerca ha coinvolto 170mila persone di 30 Stati, Italia compresa) rimane connesso in media 5 ore oltre l'orario di lavoro a settimana, mentre solo il 23% ammette di non connettersi mai nel weekend e nel tempo libero in generale.

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Sembra, inoltre, che la tendenza a lavorare fuori orario grazie alla mobile technology caratterizzi soprattutto i profili più qualificati, i professionisti non solo giovanissimi che sono in qualche modo spinti a fare gli straordinari proprio grazie alle numerose opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Se il 36% si sente quasi forzato a svolgere un surplus di lavoro dal proprio senso di responsabilità, per il 26% è il datore di lavoro a premere affinché si lavori anche al di fuori dell'orario stabilito dal contratto.

Tutto ciò rappresenta una notevole fonte di stress, pertanto sebbene il 60% degli intervistati abbia ammesso di sognare il telelavoro (in Italia questa percentuale arriva fino al 64%), cresce anche la consapevolezza che questa forma di autonomia e flessibilità causa una inevitabile interferenza del lavoro nella vita privata.

Qual è il segreto per sfruttare la possibilità di lavorare da casa senza restare vittime dello stress? Lo spiega Stefano Giorgetti, Amministratore Delegato di Kelly Services Italia.

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«La diffusione degli smartphones, dei laptop e dei tablet ha permesso alla nuova generazione di lavoratori di avere l'ufficio sempre a portata di mano. Dal punto di vista del datore di lavoro, la mobility è certamente un grande vantaggio in termini di produttività per l'azienda. Se ben dosata, potrebbe anche rivelarsi un benefit per il lavoratore che, non essendo più vincolato al luogo di lavoro, ha la possibilità di gestire le attività di ufficio in contesti diversi, coniugando perfettamente vita professionale e vita privata.»

Teresa Barone

15 Aprile 2013

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