Squinzi: "Detassare i salari"

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, pensa che la detassazione dei salari dei lavoratori sia il primo passo per far ripartire l'economia.

Le aziende italiane soffrono e manca una seria politica industriale. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, parla ai microfoni di Canale 5 e fa una sintesi della situazione economica e lavorativa del Paese, soprattutto alla luce della riforma del lavoro voluta dal ministro Fornero e approvata dal Parlamento.

"Credo che quanto messo in atto dall'esecutivo in materia di lavoro sia un'occasione persa per tutto il Paese. Tuttavia ritengo ci sia ancora la possibilità di intervenire per correggere e migliorare la riforma" ha detto il numero uno di via dell'Astronomia. "Il primo punto su cui bisogna metter mano è la detassazione dei salari, in modo da favorire i consumi per far riprendere l'economia che in questi mesi è sostanzialmente ferma con un notevole calo della produzione dovuto soprattutto a un brusco stop ai consumi interni, che a sua volta sono stati inibiti dall'eccessivo carico fiscale. La detassazione delle buste paga sarebbe però soltanto una prima misura, che darebbe risultati a breve termine. Bisogna poi intervenire con azioni a lungo termine, incentrate sulla ricerca e l'innovazione delle aziende".

Giorgio Squinzi fa anche una seconda critica alla riforma Fornero, visto che avrebbe tolto flessibilità in entrata senza dare una vera svolta alla flessibilità in uscita dall'azienda e dal mercato del lavoro. Il presidente di Confindustria ha anche detto che tutti questi temi saranno proposti al governo in occasione dell'incontro di oggi con il governo, dove "mi aspetto una disponibilità maggiore a pensare alla crescita dell'Italia, cosa che fino a oggi non c'è stata".

Andrea Barbieri Carones

5 Settembre 2012

Commenti

  1. E' abbastanza originale che la richiesta di detassare i salari venga dal presidente di Confindustria, visto che questo non porta vantaggi diretti nelle tasche dei datori di lavoro. Però bisogna convenire che un ragionamento di questo tipo dovrebbe partire dalle OO.SS. e dovrebbe far parte del bagaglio culturale di coloro che si incaricano di governare. Non si capisce quale sia la politica del Governo, che continua a non saper imporre le regole per un vero dimagrimento della P.A., si affida a esperti poco innovatori e molto tradizionalisti per fare riforme importanti come quella delle pensioni e delle politiche del lavoro e trascina una situazione di bassi consumi, e conseguenti minori produzioni, rendendo il paese ancora meno competitivo e sempre meno in grado affrontare il dopo crisi.
    andrea di corcia Giovedì 6 Settembre 2012, ore 13:05

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