Lavorare in vacanza? Italiani stakanovisti

Lastminute.com stila la classifica dei dipendenti europei più attaccati al lavoro, anche in vacanza: italiani al primo posto, svedesi in coda.

I lavoratori italiani non staccano la spina neanche quando sono in vacanza, mantenendo i contatti con l'ufficio anche sotto l'ombrellone e non rinunciando a leggere le email di lavoro o rendersi reperibili al telefono: lo afferma un'indagine condotta dal sito di ricerca internazionale lastminute.com, che ha scandagliato le abitudini dei dipendenti europei per verificare la maggiore o minore capacità di tenere il lavoro lontano dal privato, soprattutto durante le ferie estive.

Tre italiani su 4 sono incapaci di tenersi lontani da Pc, tablet, smartphone e altri dispositivi in grado di permettere le comunicazioni con l'ufficio anche in vacanza: il 75% dei connazionali, infatti, rientra a pieno diritto nella categoria degli stakanovisti, un primato che l'Italia condivide con l'Irlanda. Meno dediti al lavoro anche durante le ferie sono gli spagnoli, seguiti dai norvegesi e dai danesi, questi ultimi allineati perfettamente con quella che sembra essere la media europea. Il 51% dei francesi, invece, è n grado di tenere lontani i contatti professionali durante le vacanze, mentre i più restii a portarsi il lavoro in ferie sono i tedeschi, gli svedesi e gli inglesi.

A manifestare un maggiore attaccamento al lavoro anche in vacanza sono prevalentemente gli uomini (77%) e meno le donne (72%), soprattutto se appartenenti alle fasce di età giovanili, tra i 23 e i 35 anni. Il 74% dei lavoratori che hanno partecipato al sondaggio, inoltre, si dichiara favorevole a mantenere i contatti con il capoufficio durante le ferie, un dato che non sorprende se si tiene conto delle motivazioni alla base di questa incapacità di staccare completamente dalla sfera professionale: se per il 37% portarsi il lavoro in vacanza è l'unica strategia per evitare accumuli al ritorno, il 32% ha invece ammesso di essere spinto dal senso del dovere e dalla consapevolezza di essere l'unico in grado di svolgere una determinata mansione al meglio. Per un buon 19%, tuttavia, è la passione per il proprio mestiere a impedire di godersi pienamente un periodo di riposo.

Complice la tecnologia odierna, quindi, gli italiani preferiscono non tagliare i ponti con l'ufficio neanche in riva al mare, come ha sottolineato Francesca Benati, amministratore delegato lastminute.com Italia e Spagna: "Sono molti gli italiani che scelgono di coniugare le vacanze con il lavoro. Sicuramente dietro a questo trend un peso significativo ha la tecnologia, che oggi permette di essere costantemente reperibili anche a grandi distanze. Sebbene sia importante far fronte ai doveri professionali, bisogna non dimenticarsi di dare il giusto valore alla vacanza, che prima di tutto è godere appieno del meritato relax e ricaricarsi per affrontare il rientro con la giusta dose di energie".

Teresa Barone

10 Luglio 2012

Tags: ferie, lavoro, vacanze

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Commenti

  1. E' buffo il mondo: circa una ventina d'anni fa, quando lavoravo per una multinazionale USA, i manager della sede Italiana erano criticatissimi per la chiusura di due settimane a cavallo di Ferragosto. La nostra difficile reperibilità era considerata segno di scarso coinvolgimento e bassa sensibilità alle esigenze del "resto del mondo", che invece non staccava mai. Da allora quello stabilimento non ha mai chiuso del tutto i battenti, nemmeno per una sola settimana, anche a costo di rinunciare a qualche ovvia economia sulle spese gestionali durante le due settimane di bassissima attività. Sembra che ora i costumi siano cambiati, e che sarebbe consigliabile riuscire ad organizzarci in modo da consentirci almeno qualche giorno di "spina staccata". Volendo dar credito alla statistica pubblicata, dubito molto che veramente il 75% delle persone svolga un lavoro così vitale da non consentire di esporre un sano cartello di "Torno subito" per un paio di settimane. E' invece più probabile che l'aumentata connettività aumenti gli spazi operativi delle nostre ansie, quelle stesse che fanno chiedere ai figli di dar notizia di se
    Bruno Martedì 28 Agosto 2012, ore 15:00

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