Negoziare: l'arte di condurre una trattativa

Negoziare è un'arte. Ma si può imparare? Fondamentale è capire come comportarsi, come porsi di fronte al proprio ascoltatore, cosa dire e quali errori evitare

Per ottenere ciò che si vuole bisogna spesso trattare. Non è sempre tutto facile, come formulare una semplice richiesta. La difficoltà è senza dubbio maggiore se ci sono interessi economici in gioco. In tutte le trattative e, ovviamente, anche in quelle di lavoro, è inevitabile scontrarsi con diverse opinioni e interessi. Non basta esporre i desiderata, discutere e, magari, incontrarsi a metà strada. Chiunque può esordire affermando: «la mia è un’offerta imperdibile. Prendere o lasciare!». Ma a cosa porterà un atteggiamento del genere?

Allora, quale caratteristica fa distinguere il vero "negoziatore"? Senza dubbio è la capacità di trovare soluzioni che consentono a tutti di raggiungere i propri obiettivi. Per condurre in maniera eccellente una trattativa bisogna documentarsi il più possibile per capire chi si ha di fronte, avere una forte capacità di analisi e cercare di trovare risposte alle seguenti domande:

  • Cosa vogliono realmente gli attori della trattava, al di là delle loro dichiarazioni o dei motivi apparenti?
  • Qual è il limite oltre il quale non sono disposti ad andare? Cosa sono disposti effettivamente ad accettare?
  • Esiste una soluzione di accordo? In che cosa consiste?

Come già sottolineato, fondamentale è arrivare preparati per aumentare il proprio potere di contrattazione e ridurre i margini di gaffe o errori grossolani. Prepararsi significa: documentarsi sulla controparte, programmare ogni dettaglio, dai contenuti del discorso al modo di salutare, alla location, all'abito indossato.

La fase iniziale della trattativa è il momento più delicato: la prima impressione, infatti, è quella che influenza l'interlocutore. Allora perché non giocare d'anticipo e parlare per primi? Inoltre, è importante creare un clima favorevole e neutro per far percepire alla controparte la possibilità di ottenere un vantaggio reciproco, istaurando una relazione di fiducia e mostrando disponibilità. Bisogna, quindi, stare molto attenti alla comunicazione non verbale: alla postura, evitare atteggiamenti di chiusura come le braccia conserte, curare il tono usato e dare ritmo al discorso.

Infine, siate attenti osservatori. Se è importante dare giusti segnali, è ancora più importante capire quelli di chi ci sta davanti. Ciò è fondamentale per capire se siamo noi a condurre o se siamo "trascinati" nella trattativa, se la controparte è sul punto di abbandonare il tavolo o se siamo ancora in tempo per far passare il messaggio del "vantaggio reciproco".

Le insidie in una contrattazione sono molteplici, ma da non sottovalutare è anche la fase del post-trattativa:

  • mantenere una stabile relazione con la controparte è fondamentale per ottenere i frutti di una buona trattativa;
  • se è soddisfatta solo una delle parti, ciò potrebbe portare a futuri conflitti, necessariamente da prevedere e evitare.

Giuseppina Di Martino

20 Maggio 2009

Commenti

  1. Sono d'accordo, specie su punti finali fissati. La troppa emotività, reale o accentuata per apparire più "umano" e l'affarone a tutti i costi a scapito dell'interlocutore sono da evitare. Mantenere un profilo basso, distaccato è d'oro.
    Rockerduck Martedì 26 Maggio 2009, ore 15:58
  2. Tutto si può teoricamente imparare, ma alcune persone sono nataralmente portate alla trattativa. I classici "mastini", non troppo aggressivi ma con un unico obiettivo: convincerti.
    Pino Salvi Martedì 26 Maggio 2009, ore 16:45
  3. Convinto più che mai sulle fasi della trattativa da dividere per step; concentrando in primo luogo la propria preparazione, in varie materie, oltre che quella fondamentale della trattativa. I meriti si ottengono coinvolgendo il proprio interlocutore a tastare con mano l'importanza delle sue scelte, assicurandolo sulla continuità del rapporto, in termini di post assistenza nel tempo. Queste ritengo siano soltanto le basi di una buona negoziazione. Prerogative senza dubbio accompagnate da un supporto di immagine che rappresenti il valore del prodotto.
    Clemente Meo Evoli Lunedì 22 Giugno 2009, ore 18:19
  4. ho il difetto che sono un po' emotiva, devo lavorarci. Non sono un esperta venditrice e mi ritrovo con un dubbio. Vendo un software molto sofisticato e costoso a delle aziende, e sul prezzo di può trattare. Dopo aver ottenuto un appuntamento mi reco dai potenziali clienti. Secondo voi se il cliente lascia fare tutto a me quando dico il prezzo? Alla fine dopo aver spiegato i punti di forza del prodotto; od invece nelle prime fasi dopo una iniziale spiegazione sintetica riservandomi degli approfondimenti sulla validità del prodotto se il cliente non è convinto; oppure praticamente all'inizio dando così l'idea di massima trasparenza e concretezza?
    Ely Venerdì 1 Aprile 2011, ore 11:34

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