Innovare per uscire dalla crisi

In tempo di crisi è importante non perdere di vista gli obiettivi prefissati. La capacità del manager d'azienda di cogliere le opportunità latenti può fare la differenza nel momento di ripresa

Tutto ebbe inizio con il collasso degli istituti di credito americani per via dei cosiddetti “toxic assets”, cioè i titoli speculativi collocati sui mercati internazionali di tutto il mondo che hanno causato il trasferimento del rischio di insolvenza dalle banche specializzate alle banche d'affari e, da queste, ai piccoli risparmiatori.

Oltre ai privati, colpiti duramente e su più versanti dalla finanza facile, a risentirne sono state le aziende di tutti i settori economici e di tutti i Paesi del mondo, da quelli industrializzati a quelli in via di sviluppo. Cali delle vendite, disdette degli ordini, mancati pagamenti e carenza di credito sono state le conseguenze immediate del diffondersi della crisi a livello globale. In una fase recessiva come quella attuale, per non essere travolti, le imprese e i loro manager devono necessariamente far leva sui propri punti di forza. Ma è possibile creare e mantenere un vantaggio competitivo sui concorrenti impostando una strategia che compensi le variazioni negative del mercato?

Forse la strada più praticabile da parte dei manager d’azienda è continuare a innovare! Come fare? Innovare significa trovare il nuovo: prodotti, metodi, processi per costruire e mantenere un vantaggio competitivo sui concorrenti, tanto più in tempo di crisi. Le esigenze del mercato che si originano da una congiuntura negativa possono essere viste come opportunità per “spostarsi” su orizzonti neanche presi in considerazione in momenti di normalità economica.

Per sfruttare le prospettive interessanti che potrebbe offrire una nuova situazione in cui versa il mercato, il manager deve conoscere bene il settore e il segmento nel quale la sua impresa opera e essere in grado di valutare la propria forza rispetto alla concorrenza. Deve, infatti, individuare le ragioni per le quali i clienti comprano dalla sua impresa anziché dai suoi competitors.

È fondamentale innovare migliorando l’efficienza di tutti i reparti e di tutte le fasi del processo produttivo, oltre a creare prodotti o servizi ad hoc per le diverse esigenze della clientela. È necessario, inoltre, essere rapidi e osare per non farsi trovare impreparati da nuove richieste del mercato. Potrebbe approfittarne qualcun altro! Non è detto che tutto questo andrà fatto da soli, soprattutto se non si dispongono delle risorse finanziarie necessarie, già normalmente scarse. I governi nazionali e sovranazionali stanno predisponendo una serie di strumenti di sostegno all’economia che non si può e non si deve trascurare. Sgravi fiscali, come il credito di imposta per stimolare gli investimenti, finanziamenti pubblici e molto altro, sono vere e proprie spinte per le imprese in difficoltà che vogliono continuare ad operare sul mercato con la stessa energia di prima. Non è un caso che l’Unione Europea ha messo a disposizione delle imprese ingenti fondi per l’innovazione tecnologica e organizzativa. Non approfittarne significa perdere un’occasione difficilmente ripetibile.

Giuseppina Di Martino

20 Maggio 2009

Commenti

  1. A proposito di Unione Europea e rispettivi fondi a disposizione delle aziende, spero, di non essere sgradevole a puntualizzare alcune considerazioni personali sull'argomento. Premesso che sono un piccolo imprenditore del Sud Italia, dove si è constatato che i soldi per le aziende arrivano, ma in molti casi non vengono utilizzati. Detto questo preciso un'altra considerazione, rilevata anche da altri miei colleghi meridionali. Molte di queste pratiche non si concretizzano, anzi si volatilizzano; in pratica si tratta molte volte di investimenti fantasma su progetti pilotati e lasciati nel loro percorso a metà strada per speculare su gli interessi. Questo tipo di diseducazione economica, nuoce pesantemente su i territori definiti "svantaggiati", con ripercussioni negative sul lavoro in generale. Tra l'altro ci vorrebbe più informazione a riguardo, infatti, non tutti gli imprenditori sono a conoscenza delle agevolazioni governative in materia o addirittura se le conoscono sono terrorizzati, nell'affrontare nuovi investimenti, con questo tipo di burocrazia e mentalità. Pertanto senza andare oltre con questo piccolo sfogo personale, propongo una coesione maggiore a diversificare risorse e competenze fra imprese di stampo innovativo nel Nord e Sud, sicuramente questa prospettiva potrebbe ritornare utile per il rilancio di tutta l'economia del nostro Paese.
    Clemente Martedì 9 Giugno 2009, ore 20:27

Inserisci il tuo commento