L'etica manageriale come leva per uscire dalla crisi

Nelle Business School spesso non si tiene in dovuta considerazione la dimensione umanistica dell'insegnamento manageriale con ripercussioni negative sulla formazione delle nuove classi dirigenziali

Le Business School sono enti di formazione privati dove si formano manager, liberi professionisti, imprenditori e dirigenti che andranno ad occupare i posti chiave nelle organizzazioni sociali private e pubbliche.

Sono gli uomini e le donne che hanno potuto seguire programmi di formazione di alto livello (di solito i costi per iscriversi ad un Business School sono molto elevati), e le cui decisioni negli ambienti lavorativi sono spesso determinanti per il buon andamento delle organizzazioni e della società nel suo complesso.

Di recente su un giornale autorevole come il Financial Times è apparsa una nota che sottolineava come una delle cause dell'attuale crisi economica globale vada ricercata nel fallimento dei programmi formativi delle Business School. Il punto debole dei programmi formativi non andrebbe cercato nella dimensione tecnica, che solitamente è molto curata e di ottima qualità, quanto nell'assenza di una dimensione umanistica.

Uno dei compiti principali di un manager o di un dirigente è infatti prendere le decisioni giuste sulla base delle proprie conoscenze e dell'esperienza professionale accumulata. Ma cosa accade quando tali conoscenze sono prive di una solida preparazione umanistica?

Il rischio è di lavorare unicamente per il proprio tornaconto personale, utilizzando le organizzazioni in cui si opera solo come mezzi per raggiungere i propri fini individuali, senza considerare in una prospettiva più ampia il proprio ruolo di responsabilità verso la società nel suo insieme.

Una formazione troppo specialistica e completamente priva dell'insegnamento di materie come ad esempio la sociologia, le scienze politiche o la filosofia, rischia di formare generazioni prive di quell'ampiezza di vedute, capacità critica ed etica personale che sono richieste a manager ed imprenditori per condurre in modo corretto gli affari.

Sviluppare un'etica manageriale avvalendosi del sapere trasmesso nelle Business School, ma soprattutto dall'esperienza dei docenti che lì insegnano, potrebbe rappresentare una strategia per uscire dall'attuale crisi economica.

Se Peter Druckerr parlava di missione etica del manager quando teorizzava i metodi per la definizione degli obiettivi (Management by objectives), e Koinosuke Matsuschita, fondatore visionario della Panasonic, affermava: «se un'istituzione pubblica appartiene alla collettività, una grande azienda deve dedicarsi al progresso della società e al benessere comune», allora integrare etica ed affari è un'operazione realizzabile.

Fabrizio Scatena

25 Gennaio 2010

Commenti

  1. Finalmente si cominci a capire che l'egoismo e l'egocentrismo non paga. Se nelle nostre decisioni più importanti non teniamo conto dei veri valori di giustizia, equità, responsabilità sociale, solidarietà e rispetto della persona e della natura, prima o poi tutto si rivolterà contro noi stessi e i nostri stessi interessi. E' come sputare verso il cielo...lo sputo ti cadrà addosso, anche se non ci pensi e non te ne accorgi!
    Tiziana Martedì 26 Gennaio 2010, ore 07:37
  2. Buongiorno a tutti! Non posso che essere d'accordo con quanto affermato in questo articolo. Nell'ottobre dell'anno scorso avevo provato a dare un'interpretazione personale alla crisi economica: la riflessione mi portò a considerare l'etica come elemento fondamentale per la buona riuscita di un'impresa. E nel mio piccolo, credo che non solo gli imprenditori debbano imparare ad essere orientati alle persone, ma anche ad ascoltarle: solo così le imprese potranno crescere e svilupparsi in modo più lineare e forte, con una base solida fondata non sui bilanci ma sulle vere potenzialità delle persone.
    Mattia Soragni Martedì 26 Gennaio 2010, ore 09:37
  3. Buongiorno, sono assolutamente d'accordo con quanto affermato da Fabrizio Scatena, credo che sia un deficit formativo davvero grave. Oltre alle materie citate nell'articolo, io aggiungerei anche la psicologia: secondo me è fondamentale avere quantomeno un'idea dei processi cognitivi che portano alla formazione delle decisioni, delle opinioni, piuttosto che delle aspettative. Questo è diventa fondamentale soprattutto per i manager che si occupano specificamente di risorse umane. Gaetana
    Gaetana Giovedì 28 Gennaio 2010, ore 15:47

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