Aziende partecipate, poche donne ai vertici

Al via una proficua intesa per favorire la presenza rosa ai vertici delle aziende controllate da Stato ed Enti pubblici.

Aumentare la presenza femminile nelle posizioni apicali delle società controllate da Stato ed Enti pubblici: lo chiede il Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, siglando un accordo tra la commissione per le pari opportunità e il dipartimento delle pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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L'obiettivo è valorizzare le competenze delle professioniste iscritte agli albi agevolando il loro ingresso nel management delle aziende controllate dalla Pubblica Amministrazione.

Al protocollo d'intesa hanno aderito gli ordini professionali di avvocati, commercialisti, ingegneri: le professioniste potranno inserire il loro Curriculum Vita nella "Banca dati delle professioniste per le pubbliche amministrazioni" (Pro-RetePA).

Questa risorsa (presente nel portale ufficiale prorete-pa.pariopportunita.gov.it) consente di favorire la parità di genere ai vertici delle società controllate dallo Stato, agevolando l'incontro tra le necessità del management e le capacità delle professioniste stesse.

A precisarlo è la presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone:

«Il Consiglio nazionale, attraverso la propria Commissione Pari opportunità, svilupperà progetti ed azioni volti a rafforzare l'accesso e la rappresentanza del comparto professionale femminile negli organi istituzionali ed associativi. In particolare assieme alle professioni appartenenti al Comitato unitario delle professioni che hanno aderito all'iniziativa, realizzeremo corsi formativi per i professionisti che vorranno ricoprire un ruolo nei Cda di aziende e società pubbliche o partecipate amministrate dalla Pubblica amministrazione e sensibilizzeremo i nostri consigli provinciali a diffondere l'accordo.»

Fonte immagine: Shutterstock

Teresa Barone

17 Febbraio 2017

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